Le dipendenze affettive: le dinamiche dell’innamoramento

apr 17, 2012 by

Dice Jung: il primo sospiro d’amore è l’ultimo della saggezza.

Se fosse possibile quantificare la sofferenza subita, nel complesso, dal genere umano, quasi sicuramente, dopo la mancata soddisfazione dei bisogni primari, scopriremmo che situazioni problematiche nel campo delle relazioni affettive e sessuali sono una delle maggiori fonti di sofferenza.
Passando dalle vicende umane in generale, alla scala delle singole storie individuali, notiamo che, a partire dalle prime esperienze, le relazioni affettive sessuali, se da un lato ci permettono di conoscerci meglio, di prendere, per così dire, le misure di quello che siamo, delle nostre qualità, delle nostre capacità, dall’altro, inevitabilmente, con i primi insuccessi, prendono corpo tutte quelle valutazioni negative su noi stessi, legate ai nostri stati psicologici di disagio, che ci portano ad attribuire alle nostre mancanze, alle nostre insicurezze, alle nostre inefficienze, la causa dei nostri insuccessi amorosi.

Per comprendere il “come mai” delle nostre scelte affettive sentimentali, dobbiamo spendere alcune parole sulle dinamiche psicologiche dell’innamoramento e le relazioni.
Come dico sempre ai miei allievi: noi non possiamo decidere razionalmente di amare una persona, possiamo decidere di stare con una persona ma non di amarla. Questo perché, l’innamoramento avviene per dinamiche inconsce che riguardano la sfera emotiva e non quella razionale. Dinamiche al di fuori della nostra razionalità, dalla logica, dalla riflessione, dalla nostra volontà ma che riguardano la parte analogica, inconscia, in quanto è dalle emozioni percepite che ne scaturire quello stato emotivo definito: innamoramento, “coinvolgimento”. L’essere umano sovente si trova innamorato senza rendersene conto e, a volte, in alcuni casi, deve sottostare a relazioni che per loro natura producono più sofferenza che gioia, più dolore che piacere.

La Psicologia Analogica, che studia tutto ciò che non è logico nell’essere umano e di conseguenza l’inconscio, può aiutarci a capire queste dinamiche.

Le dinamiche del coinvolgimento o innamoramento:
Per potersi innamorare occorre trovare il bersaglio della nostra emotività, un soggetto che attraverso la comunicazione integrale, verbale e non verbale, il suo comportamento, stimoli la nostra sfera emotiva, i nostri turbamenti precostituiti, (l’inconscio), così che attraverso le nostre proiezioni lo investiamo emotivamente e il nostro inconscio lo riconoscerà come fonte stimolante o energetica, in quanto noi proiettiamo la nostra emotività sul soggetto o bersaglio e questa ci ritorna indietro sotto forma di riconoscimento del bersaglio come simbolo di coinvolgimento (innamoramento). Siamo noi che attraverso le nostre proiezioni diamo
significato al significante, in pratica l’oggetto del coinvolgimento emotivo è la condensazione incarnata dei nostri turbamenti, in questo modo si viene a creare un moto circolare dell’emotività tra noi e l’oggetto del coinvolgimento e l’oggetto del coinvolgimento e noi quindi, tra noi e il mondo esterno e il mondo esterno e noi, così da vivere quel pathos, quelle emozioni che poi definiamo: interesse, sentimento, passione, amore.

Possiamo dire che l’essere umano non può vivere senza coinvolgimenti.

Il vero problema delle nostre relazioni definite patologiche è profondo, sorge dai grandi conflitti interiori che non ci permettono, di avere relazioni più appaganti, infatti le relazione con il partner sono più penalizzanti che gratificanti, proprio perché devono essere complementari ai nostri turbamenti interiori.
Cercherò di spiegarmi meglio: ogni qual volta noi ci innamoriamo, ci coinvolgiamo in qualcuno, questo avviene perché il soggetto di cui noi ci siamo innamorati, ci riproduce emotivamente il nostro passato, ci fa rivivere, attraverso la sua comunicazione integrale, che vuol dire comportamento, atteggiamento e linguaggio, i nostri turbamenti o conflitti inconsci, ci rigenera quelle paure o sofferenze che noi abbiamo vissuto nel periodo infantile/adolescenziale, soprattutto nella relazione genitoriale e sono proprio questo tipo di emozioni che il nostro inconscio ricerca e quando trova chi le può riprodurre ( questo soggetto da noi chiamato fonte stimolante ), ci terrà/rimarremo agganciati, coinvolti, questo per poter continuare a rivivere quel tipo di emotività che l’inconscio riconosce, perché di questo si è formato.
Facciamo un esempio concreto: se da bambina/o hai vissuto un senso di abbandono e un senso del tradimento da parte dei genitori, ti ritroverai innamorata/o di chi ti farà rivivere quel tipo di turbamento, ti troverai affascinata/o da persone che non potranno esserti fedeli e rassicuranti, ma riprodurranno quegli stessi stati emotivi di allora, è la coazione a ripetere freudiana, una sorta di motore che muove le nostre azioni nella direzione che più consente di rivivere le emozioni che il nostro inconscio a vissuto a suo tempo, si deve riprodurre la stessa rappresentazione teatrale cambiando gli attori.
Tu allora eri la spettatrice/spettatore ora senza rendertene conto sei il protagonista della scena, praticamente, la persona di cui ti sei innamorata/o e la relazione che si genera, con tutta la sua componente tensionale, è la riproduzione emotiva di quegli eventi passati.
Bisogna comprendere che ogni qual volta noi ci innamoriamo di qualcuno questo avviene attraverso la proiezione di una parte di noi, che si identifica all’esterno, nell’oggetto d’amore. Ma quando per identificarsi nell’esterno, in un partner, ha bisogno di relazioni molto conflittuali e indice di
profondi conflitti inconsci.

Quindi, veniamo a scoprire che l’innamoramento è una condizione che si viene creare nel momento in cui troviamo la persona che rigenera i nostri turbamenti interiori (inconsci), che ci fa rivivere quelle paure, inquietudini, conflitti del passato senza ridurli. Anzi proprio la riduzione dei turbamenti, anche se produce un inizio di appagamento, subito dopo si genera la destabilizzazione, il decoinvolgimento, il disinnamoramento.

In sintesi chi riduce i turbamenti appagando la persona sarà riconosciuto come amico mentre chi li amplifica o rigenera sarà riconosciuto come amante.

Dunque: se noi avessimo la possibilità di venire a conoscere quali sono i turbamenti inconsci del nostro interlocutore e apprendere come rigenerarli, le capacità seduttive si amplificherebbero a dismisura.

E’ possibile capire quali sono i turbamenti inconsci del mio interlocutore?

Si è possibile: perché i turbamenti interiori le esigenze inconsce vengono espresse dall’essere umano, in modo inconsapevole, attraverso il linguaggio del inconscio, delle emozioni:la Comunicazione Analogica Non Verbale.

Infatti l’essere umano comunica attraverso due canali quello verbale, la parola che è il linguaggio della parte logica / razionale preposto per l’appagamento delle esigenze da noi riconosciute i bisogni, mentre il canale della Comunicazione Analogica Non Verbale il linguaggio della sfera emotiva che è preposto per l’appagamento emotivo delle esigenze inconsce, le quali da noi non vengono percepite, perché passano sotto la soglia subliminale, ma vissute come rigenerazione dei nostri turbamenti, i quali rigenerati, riattivati, producono il coinvolgimento, che è il riconoscimento dell’elemento che li ha alimentati, quindi questa dinamica inconscia crea il bisogno: l’esigenza di possedere l’oggetto del desiderio.

La conoscenza della Comunicazione Analogica Non Verbale permette di scoprire i segreti più intimi di se stessi, delle persone care e dei propri interlocutori. Le posizioni del corpo i segni e i gesti che l’individuo esprime durante un pensiero o durante un dialogo, non sono casuali, ma correlati dai suoi stati emotivi. Toccarsi in determinate zone del viso, accarezzarsi le labbra, toccare oggetti in un certo modo, e tanti altri segnali opportunamente classificati permettono all’esperto della Comunicazione Analogica Non Verbale di scoprire i dinamismi che governano il comportamento umano, e le sue esigenze affettive / sessuali.

 

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