Comunicare con le emozioni

come comunichiamo con le emozioni?

Negli stati emozionali il nostro comportamento può variare bruscamente e noi possiamo essere indotti, dall’esterno o dai nostri stessi pensieri a fare delle cose che normalmente non faremmo.

Quando sogniamo, i contenuti dei nostri sogni possono essere anche fortemente irreali. Possiamo sognare cose che, mentre le sogniamo, sembrano normalissime ma al risveglio ci rendiamo conto di quanto fossero assurde.

Allora la nostra mente ha la possibilità di vivere, in alcuni contesti particolari al di fuori del principio di realtà, al di fuori della logica, al di fuori di quelli che sono i nostri normali sistemi di pensiero.

Tutte le situazioni di relax, tutte le situazioni emozionali sono situazioni in cui il nostro comportamento fisico può essere fortemente variato. Sono momenti in cui i nostri sistemi di pensiero possono variare significativamente. La mente cosciente vive le tensioni e le emozioni come una cosa potenzialmente pericolosa, mentre l’inconscio si nutre di tensioni e di emozioni e per lui sono una cosa piacevolissima. Quindi non è l’inconscio che cerca di allontanarci dalle tensioni ma è la mente cosciente, l’inconscio tende a innamorarsi di tutto ciò che genera tensioni.

La distonia, cioè il dislivello tra desiderio e realtà, tra desiderio e possesso è la vera molla dell’inconscio. L’inconscio vive solo per colmare le distonie: è il suo piacere, la mente cosciente invece evita se possibile tutte le situazioni distoniche.

Per la mente cosciente il piacere è tornare a casa e sapere di trovare la moglie lì tranquilla che ti aspetta, ma per l’inconscio il piacere consiste nel dire ci sarà o non ci sarà? Con chi sarà? Mi ama o non mi ama?

Ognuno di noi è come se dentro di sé avesse due forze, una che chiamiamo mente cosciente che funziona in maniera logica, razionale, precisa, che cerca di evitare le distonie e le situazioni tensiogene, un’altra che chiamiamo mente inconscia (ma anche Io bambino o intelligenza emotiva) che funziona in maniera analogica (nel senso che va oltre la logica) e che si nutre e ricerca emozioni. La mente inconscia è quella parte responsabile dei nostri comportamenti e delle nostre emozioni.

Per la mente cosciente 2 + 2 fa sempre 4, solo 4 e tutto quello che gli viene presentato come 2 + 2 diverso da 4 la mente cosciente lo butta via. Per la mente inconscia, invece, che funziona in maniera analogica, simbolica, emozionale, per la quale tutto è possibile che cerca le situazioni distoniche, 2 + 2 può fare anche 4, ma 2+2 può anche fare 5, oppure zero o magari potrebbe essere una formula rituale per togliere il malocchio.

Non è che l’inconscio sia pazzo però l’inconscio ha una logica diversa, la sua è una logica simbolica, analogica, non di identità ma di analogia.

Facciamo un esempio: Una ragazza innamorata sta per sposarsi. Viene piantata sull’altare. A livello logico chi l’ha piantata è …..Mario Rossi, quindi dovrebbe eventualmente odiare Mario Rossi e basta, ma questa donna cosa potrebbe fare : travolta dallo shock emozionale di quell’evento, dall’umiliazione, dalla delusione potrebbe fare un’equazione:

Mario Rossi = Tutti gli uomini

Per cui da quel momento non ne vuole più vedere nessuno, si fa suora, UNO = TUTTI. oppure all’inverso, gli uomini sono tutti uguali, nessuno vale la pena, tanto vale andare con tutti.

Lo shock emozionale ha destrutturato la mente razionale che non è più in grado di vedere quell’evento per quello che è: hai preso una fregatura, hai sbagliato persona, avanti un altro, con il prossimo andrà meglio ma viene attivata la mente inconscia la quale funzionando per analogia non ha nessuna difficoltà a identificare uno con tutti e non ha nessuna difficoltà a mettere sullo stesso piano due ipotesi completamente opposte: siccome gli uomini sono tutti uguali tanto vale andare con tutti, oppure tutti gli uomini sono uguali, tutti disgraziati, meglio che mi faccio suora…

A livello inconscio le due ipotesi, pur essendo diametralmente opposte possono essere equivalenti. E’ quindi di vitale importanza imparare a comunicare con il nostro inconscio e con quello dei nostri interlocutori per rendere la nostra comunicazione efficace e penetrante, per essere in grado di fornire all’inconscio del nostro interlocutore (ma anche al nostro inconscio) il servizio analogico richiesto, in modo tale che questo sia ben predisposto nei nostri confronti e si generi una situazione di empatia emotiva.

Dobbiamo quindi imparare a diventare il più rapidamente possibile bersaglio emozionale dell’inconscio del nostro interlocutore, dobbiamo cercare di fare innamorare di noi l’inconscio del nostro interlocutore perché se il suo inconscio si innamora di noi o meglio se il suo inconscio capisce che noi gli eroghiamo emozioni, gli diamo lo zuccherino, gli diamo quello di cui ha bisogno sarà il suo inconscio a desiderarci, a desiderare di compiacerci e quindi dal di dentro quella persona sentirà nascere il desiderio di fare quello che noi gli chiediamo.

Una delle modalità per comunicare con il nostro inconscio è quella che prevede l’utilizzo della comunicazione non verbale e cioè di:

· Prossemica

· Cinesica

· Paralinguistica

· Digitale

Questi sono mezzi attraverso i quali possiamo generare delle micro-tensioni. Micro perché sono al di sotto dell’indice di tolleranza della mente razionale, per cui la mente razionale non si sente aggredita, non si sente preoccupata, non sente l’esigenza di opporsi. Ma queste micro-tensioni comunque sono eventi reali che accumulandosi è come se scardinassero, aprissero sempre di più la porta dell’inconscio.

Vediamole un po’ più in dettaglio:

PROSSEMICA: È la gestione dello spazio come forma di comunicazione e di creazione di tensione. Avvicinarsi in modo da procurare tensione, ma non troppo da farti scattare e dire “ma che vuoi ?” ma abbastanza da farti stare in ebollizione.

È come se io dentro di te avessi prodotto delle micro-tensioni e quindi avessi cominciato a preparare il terreno per cui tutto quello che io dico arriva a livello inconscio e la mente razionale non è in grado di verificare il contenuto del messaggio. Un primo modo per generare tensione all’inconscio del nostro interlocutore è quello di violare la prossemica, cioè avvicinarsi più di quanto normalmente non tollererebbe, ma non tanto da fargli scattare la reazione, si devono cogliere gli eventuali scarichi di tensione negativi, per calibrare al meglio la distanza.

CINESICA: È la gestione della gestualità e della mimica. Vi sono degli atteggiamenti posturali, degli atteggiamenti mimici che possono rilassare o indisporre, possono lasciarci indifferenti oppure possono generarci tensioni ed emozioni.

Ognuno di noi, nella vita quotidiana assume certe posture, certi atteggiamenti che possono generare tensione, rilassamento o indifferenza all’inconscio del nostro interlocutore . E’ quindi di vitale importanza per essere abili comunicatori saper gestire la cinesica in modo da produrre emozioni.

PARALINGUISTICA: È l’insieme di tutti i valori tonali, i suoni, la cadenza, la velocità, il parlare con un tono concitato, incalzante in certi casi ad esempio eleva la probabilità che la suggestione venga accettata.

Certi suoni, rumori, un certo tono possono generare tensione ed eccitare l’inconscio. Ci sono persone il cui inconscio viene attratto dai suoni duri, forti, ritmati, altri all’inverso che hanno l’inconscio che predilige i suoni dolci e melodici.

DIGITALE: È il contatto fisico, l’annullamento della prossemica, toccare delle persone in un certo modo genera emozione, l’inconscio di alcune persone gradisce un contatto morbido, materno, carezzevole, quello di altre un contatto stringente a tenaglia e quello di altre ancora un contatto solo con la punta delle dita, penetrante.

E’ quindi importantissimo imparare a conoscere quale tipo di contatto fisico è gradito per poter entrare in empatia con il soggetto.

 

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