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Rappresenta una delle paure più diffuse nei paesi civilizzati. Scoprire il perché è molto facile: siamo condizionati psicologicamente, perché consapevoli di essere in pubblico. Fin da bambini ci hanno insegnato a scuola ad avere paura con le interrogazioni. Ansia, angoscia e paura a volte la fanno da padroni e condizionano negativamente il nostro intervento. E' forse il timore di doversi confrontare con il giudizio degli altri, il perdere la leadership ottenuta nel privato, se si esce allo scoperto in un confronto aperto. C'è chi dondola, chi passeggia, chi gesticola troppo, chi si mette le mani in tasca. Bisogna stare attenti al linguaggio del corpo. Per coinvolgere veramente tutti, il comunicatore deve dimostrare sicurezza di sé e padronanza della platea. Il discorso deve comprendere l'attenzione visiva, uditiva, cinestesica (emozionale) degli altri. Passato il momento più critico dovuto all'apertura della riunione, bisogna fare quindi attenzione a ciò che si dice e a ciò che si fa, al gradimento e al rifiuto che il nostro argomento suscita nel pubblico. La Comunicazione Analogica permette di decodificare i più significativi segnali analogici espressi dalla platea e al contempo permette all'oratore di inviare a sua volta segnali di stimoli emotivi efficaci nel catturare l'emotività e quindi l'attenzione degli interlocutori.
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- La comunicazione informativa, interattiva, manipolativa
- Decodificazione dello stato tensionale di rifiuto, di gradimento della platea
- Interazione e stimolazione dei partecipanti con la comunicazione simbolica
- Autocontrollo dell'emotività
- Gestione della Prossemica, Cinesica, Paralinguistica, digitale
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