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I modelli comunicativi teorico-pratici della Psicologia Analogica sono stati più volte definiti "rivoluzionari" per la loro eccezionale e specifica valenza nel campo dei rapporti interpersonali: la Comunicazione Analogica permette infatti di instaurare un rapporto immediato e gratificante con coloro che ci circondano, creando quella corrente empatica che è la radice di ogni buon rapporto, sia professionale che privato.
La conoscenza di questi modelli amplifica le potenzialità comunicative, facilitando un'intesa che si struttura su due livelli: quello logico e quello emotivo. La particolarità delle discipline della Psicologia Analogica è da ricercare infatti proprio nella "gestione" della emotività: studio - analisi - valutazione - azione, permettono a chi applica le nostre metodologie di penetrare profondamente nell'architettura mentale degli interlocutori e rendere loro il "servizio emotivo" di cui anno bisogno.
Sappiamo tutti che è l'inconscio a governarci: riuscire a nostra volta ad interferire in qualche modo in questa azione di governo può certamente essere considerato un grosso successo.
Emotività e meccanismi comunicativi tendono, in un normale contesto, a creare difficoltà ad educatori ed insegnanti per eccesso di reattività; se poi esaminiamo i casi in cui i meccanismi comunicativi logici (quindi parola, espressione, pensiero) sono in qualche modo lesi da un handicap, provocando difficoltà di rapporto interpersonale, quali sono le armi di cui dispone l'educatore o l'insegnante? Come individuare L'ostacolo da superare per entrare in sintonia?
Per fortuna, molte utili tecniche sono state messe a punto dai ricercatori ed anno permesso di fare notevoli passi avanti per risolvere queste problematiche, mettendo a punto specifiche tecniche didattiche teorico - pratiche.
Per quanto riguarda le componenti emotive invece, tutto è basato su quello che si ritiene siano le necessità di questi ragazzi: ma si può affermare con certezza che quest'ultimo concetto sia valido nella totalità dei casi? Ci sentiamo di negare che, come per la maggior parte di noi, esistono individualità diverse con esigenze anch'esse diversificate?
Nel contesto dell'insegnamento "tradizionale" il docente /educatore, anche ben motivato, riesce a fatica (e non sempre ) a superare gli ostacoli che incontra in questo suo percorso, proprio perché la sua analisi interpretativa è basata sulla sola lettura dei modelli comunicativi logici, dai quali raccoglie le informazioni che determinano la strategia di approccio personale.
Il problema ovviamente si dilata in modo esponenziale nel caso di alunni / utenti "particolari", la cui capacità comunicativa è ridotta.
Tecniche e metodologie citate in precedenza si sono certamente rivelate utili supporti, con risultati precedentemente anche significativi, ma siamo in grado di affermare che può essere fatto un ulteriore passo avanti con la conoscenza e l'applicazione delle tecniche della Comunicazione Analogica. Esse permettono infatti che il rapporto comunicativo possa svilupparsi su due canali: quello logico e quello emotivo: non si esamina e si opera quindi solo con la razionalità, ma anche (e soprattutto ) con la componente emotiva degli interlocutori.
Conoscere la realtà interiore profonda significa potersi proporre, poter operare e poter interagire con gli interlocutori secondo le loro reali necessità inconsce. Anche per questo motivo le nostre tecniche sono state definite "La comunicazione al di là della parola".
La comunicazione, in senso lato, è diventata una scienza: il nostro istituto contribuisce a questa definizione con una metodologia che può anche essere indicata come psicopatologia della comunicazione.
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